Angoli. La sua vita

Angoli e personaggi. I periodi di vita, dalla sua nascita dal 1890

Il Villaggio di Angoli è nato nel 1695 periodo in cui la vita era difficile ma, per gli abitanti della zona, erano anche bei tempi poiché ogni persona aveva un ideale e a qualunque costo riusciva a realizzare qualche desiderio.

Turduni

Lo dimostra il fatto che alcuni personaggi di ceto medio, riuscirono a trovare i soldi occorrenti per acquistare delle terre e iniziare una nuova Comunità. Nato il paese di Angoli, la gente era tutta dedicata all’ agricoltura e praticare liberi scambi di merci e  manodopera. La comunità formatasi era molto unita e collaborativa.

Durante i periodi delle guerre e subito dopo, alcuni paesani per fare fortuna, si dedicò all’emigrazione, ciò nonostante i paesani restanti seguitavano a tenere vivo il Villaggio e sfruttare ciò che la natura offriva loro. Molti dei paesani emigrati nelle Americhe, Venezuela e dove poteva, riusciva a spedire qualche soldo alla famiglia che si stava prodigando per seguire le tradizioni e non fare perdere le terre altrimenti si sarebbero imboschite e nel frattempo, abitavano case piccole costruite anche con pietre e all’interno di esse mettevano argilla o, comune terra per isolare i muri dal freddo ma per la maggior parte esse erano costruite con pietre e calce. I tetti erano in legno con le doghe e le tegole a coppa In dialetto, (Ceramili a coppa).

Le case erano attaccate una con l’altra perché cosi, il freddo o il caldo non penetrava all’interno di esse. Ogni casa aveva il suo bel focolare che era la vita per le famiglie poiché intorno ad esso, si viveva soprattutto d’inverno. Molte volte il focolare illuminava la cucina e sui visi di ogni uno di loro apparivano le ombre poco illuminate che mostravano i visi modificati e ancora, si percepiva timore a solo guardare però gli osservatori, si sentivano confortati perché erano tutte persone di famiglia. Le ombre createsi con la luce della fiamma erano suggestive e curiose con le quali, spesso i bambini giocavano. Il focolare serviva per scaldarsi, cucinare e anche per affumicare i salami che per i paesani erano necessari e parte della loro stessa vita e divenendo la tradizione del macellare il maiale.

Il trasporto delle merci era assicurato dalle mucche, principalmente dagli asinelli che sopportavano la troppa fatica ma accettavano tale sorte poiché forse, erano felici per la compagnia umana.

La felicità della gente stava nella rassegnazione al pensiero che ciò posseduto era tanto, poiché ciò offriva la vita. Nel Villaggio si conduceva una vita quasi felice anche se bisognava zappare, tagliare l’erba, seminare, etc. e tutto ciò avveniva manualmente in zone difficili di montagna con ripidi pendii e pochissime pianure.

Fiori di ginestra con la quale pianta si si producevano le stoffe. La stessa lavorazione era assai complicata e complessa seguita da vari passaggi.