Calabria jonica ionica

VISITA IN CALABRIA LUNGO LO JONIO

Per informazione più dettagliate:

www.wikipedia.org/wiki.org

In questo articolo vi sono indicazioni di come raggiungere alcuni luoghi della Calabria. Poche e indicative informazioni faranno comprendere in Calabria,  una parte di storia, località  e come essi, sono nati e giunti fino ai nostri tempi. Visita in calabria lungo il mare Jonio.

Reggio – Bova Marina. Bova Marina fu fondata da Monsignor Dalmazio D’Andrea, Vescovo di Reggio Calabria (Bova), che nel 1870 acquistò dal Regio Demanio una fascia di terra lungo il torrente Siderone. D’Andrea divise il terreno acquistato e lo regalò ai contadini che volevano scendere dalla montagna, che formarono un piccolo agglomerato urbano. Bova Marina, sorge su antichi insediamenti ebraici, bizantini e grecanici, i cui resti sono visibili nelle zone circostanti.

Nel 1908 viene dichiarato comune autonomo. In quegli stessi anni arrivò la ferrovia. Già Bova Marina era un polo di attrazione commerciale

Siderno: Nel cuore della Locride, è al centro di una pianura tra Roccella e Locri. Nel periodo estivo la località è ricchissima di turisti attratti dall’ampia spiaggia e dal piacevole lungomare. A 192 mt. sopra il livello del mare, si può ammirare Siderno Superiore, borgo di origine medievale fortificato nel ‘500. Il centro è caratterizzato da antiche case e da strette vie, nonché da nobili dimore sei e settecentesche, con balconi in ferro battuto e portali in pietra. L’origine del paese è ancora molto discussa tra gli studiosi. Secondo la tesi di alcuni sarebbe stata una colonia greca, da far risalire all’VIII-VI sec. a. C. Tale ipotesi trova sostegno in alcuni ritrovamenti archeologici. Da una serie di ruderi epoca romana si può dedurre che la città dovesse essere una villa romana.

Roccella Jonica:

I primi insediamenti del territorio roccellese si ebbero sulle alture alle spalle del paese, in località S. Onofrio, dove è nota una necropoli preellenica pertinente ad un insediamento dell’eta’ del ferro. Ne sono testimonianza i ritrovamenti di numerosi reperti archeologici: resti di armi, giavellotti, fibule e suppellettili varie, che sono oggi conservati nel Museo Nazionale di Reggio Calabria.Una tradizione erudita vuole collocare in questa zona una città antica di nome Amphisya ricordata nei poemi del poeta romano Ovidio. Le notizie sicure si riferiscono soltanto alla fase tardo antica e medievale, come fortificazione di un preesistente abitato situato sul litorale.

E’ evidente che la rupe a ridosso sul mare e dalla cui conformazione la cittadina trae il suo nome, ha rappresentato la peculiarità del luogo e della sua storia, rendendola unica nella storia di questa porzione di territorio. Infatti nel X secolo il paese si chiamava già Rupella, poi Arocella, fino all’attuale nome di Roccella. Secondo Cingari il centro abitato sulla rupe nacque intorno all’XI secolo come luogo di approdo, transito e difesa per i centri dell’entroterra; comunque dalle fonti angioine si apprende che nel 1269 il centro, che era già esistente, viene dato in feudo a Gualterio da Collepetro da Carlo I d’Angiò.

MonasteraceMonasterace è una cittadina situata lungo la costa jonica della Calabria, nei pressi di Punta Stilo. Con le grotte di Santangelo

Monasterace si trova all’estremità nord della Locride, tra la provincia di Reggio Calabria e Catanzaro. Si divide in Marina e Superiore. Nella zona marina del paese si trovano i resti dell’antica Kaulon, colonia della Magna Grecia. Nella zona superiore del paese, sulla cima di una collinetta sorge il piccolo Borgo medioevale, dove si possono ammirare opere architettoniche tra le più importanti della Calabria.

Monasterace è quindi uno dei pochi paesi della Calabria ad avere due originii: magno greca e medioevale.

Marina di Badolato – Le origini di Badolato, deriva da Vadolato, per merito di Roberto il Giuscardo che nel 1080 fece erigere un fortificato castello.

Soverato– La nascita dell’Antica “Suberatum” sul colle vicino l’attuale Soverato Superiore, risale forse al X secolo. Con l’arrivo dei coloni Greci sulla costa ionica, Soverato passò sotto il dominio di Skylletion, Nel 1271 Soverato passò dalla famiglia Passalacqua ai De Monfort, feudatari della vicina Squillace; negli anni a seguire si verificò un vorticoso avvicendarsi di vari feudatari,

Copanello –  Copanello di Stalettì è una frazione del comune di Stalettì in provincia di Catanzaro, situata lungo la costa jonica della provincia calabrese. È delimitata a nord dal fiume Alessi e a sud dal torrente Lamia. Si suddivide in Copanello alto e Copanello lido.

Marina di Catanzaro – O Catanzaro Lido fu fondato da pescatori catanzaresi.

Le Castella – Castello e mare.

Le Casstella
Il Catello

Crotone, derivata da Croton figlio di Enaco. (ha un castello e porto) – La città di Crotone è antichissima pare che la sua nascita risale al 700 a. C Fondata da un gruppo di achei. Nel periodo di decadenza fu costituita la lega Italiota tra Metaponto e Caulonia.

Il Castello passò dai Ruffolo a Carlo V…

Nasce come una rudimentale fortezza sull’antica Acropoli greca. Il primo che riuscì con uno stratagemma a conquistarla fu Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa nel380-378 a.C.

Rocca di Neto – Rocca di Neto, con il suo paesaggio caratterizzato inizialmente da una fascia tutta gobbe e colline cui seguono, dolcemente, le pendici che collegano le colline al corso del Neto prettamente pianeggiante, si pone alle spalle della fascia costiera tra Cirò Marina e Crotone.

L’origine di Rocca di Neto è lontana, risale infatti all’epoca dell’immigrazione greca di Calabria.

La Rocca di Neto antica, allora chiamata Casale di Terrate, sorse sulle alture di Cupone e di Tanzano vella e si trovava a 39° ed 11’ di latitudine boreale, a 34° e 52’ di longitudine orientale dal meridiano del ferro; stava poi a greco da Santa Severina, a libeccio da Strongoli, a maestro da Crotone. Dall’anno 71 a.C., rimase sotto il dominio romano alle dipendenze di Petelia. A Rocca di Neto esisteva il Monastero Cistercense di “Santa Maria delle Terrate”, sorto nel 1178, filiale della Sambucina, il quale, all’inizio del secolo XIII, passerà alle dipendenze dell’abbazia di S. Angelo in Frigillo. Santa Maria delle Terrate iniziò una fase di rinascita del Casale di Terrate, determinandone la ripresa economica. L’abbazia aveva, la funzione di promuovere la cultura e di favorire anche le attività agricole dell’area dove si era insediata. Compito cui i monaci cistercensi assolsero egregiamente per alcuni secoli, perché modellarono il paesaggio agrario di Casale di Terrate coltivando i vigneti, gli alberi da frutto e, attorno agli abitati, gli orti.

Strongoli – Ex Petalia
La storia di Petelia è stata sempre collegata a quella delle altre città della Magna Grecia, in particolare Crotone e la sua rivale Sibari, città sempre in lotta tra di loro per il primato politico ed economico. Le divergenze furono tante, finché non si arrivò ad una tragica guerra (che coinvolse tutte le città) e in soli 70 giorni Crotone distrusse la città di Sibari (510 a.C.), sommergendola, alla fine, con le acque del fiume Crati. Il predominio di Crotone fu incontrastato, per un certo periodo, diventando la città più ricca dell’Italia greca, la più potente, la più popolosa comprendendo nella sua influenza tutte le città dello Jonio compresa Petelia. La conquista romana del meridione comincia con la caduta in mano dei Lucani, dei Bretii, dei Sanniti, di Taranto e di Reggio. Così anche Petelia diventa città romana, federata, autonoma, con possibilità di coniare ed emettere monete. Le monete, piuttosto rozze, riproducono in alcuni tipi la dea Demetra velata e incoronata di spighe, con sul retro Zeus nudo e appiedato con scettro e fulmine nelle mani.

Cirò Marina. (castello antico)

LE ORIGINI DI KRIMISA. Attuale Cirò Marina.  Ai tempi della Magna Grecia nel suo territorio sorgeva una colonia greca, denominata Krimisa o Cremissa, il cui sito esatto resta ancora oggi un enigma nella storia, tanto che alcuni studiosi ritengono che con questo nome si designasse, più che una città, un territorio. Il territorio cirotano, grazie alla sua posizione geografica, ha registrato nel corso dei secoli la presenza costante dell’uomo. Un lembo di terra, Punta Alice, si spinge infatti gradatamente nel mare, costituendo il punto estremo del golfo di Taranto. Nell’antichità, per questa sua felice posizione, aveva una importanza molto rilevante per la navigazione. Era un punto di facile approdo per chi veniva dall’Oriente e dalla Grecia. I ruderi del Castello Sabatino, una costruzione militare a pianta quadrilatera con torri angolari speronate. Edificato nei primi decenni del XVI secolodai Carafa marchesi di Cirò, è noto pertanto anche come castello dei Carafa, nel Settecento fu trasformato dagli Spinelli, feudatari principi di Tarsia, che del manufatto militare fecero un’elegante dimora gentilizia. Il castello fu acquistato dalla famiglia Sabatini nel 1845 dalla quale prende oggi il nome

 Cariati, (Castello nuovo) – Secondo la tradizione, il paese sarebbe stato fondato sulle rovine di Chone, colonia magno-greca che sorgeva nei pressi del torrente Fiumenicà. Nel sec. III a.C. passò sotto il dominio di Roma e fu nota come Paternum. A causa delle continue incursioni saracene il paese fu edificato in collina, in un luogo più sicuro e difendibile, in modo da costituire una postazione militare di rilevante importanza strategica specialmente ad opera di Niceforo Foca. Tutto ciò non impedì, tuttavia, la sua conquista, nel 1050, da parte di Roberto il Guiscardo.

Marina di Schiavonea – Frazione di Corigliano-Rossano Calabro

Rossano – Si presume sia stato fondato dagli enotriintorno all’XI secolo a.C., passò sotto il controllo magno-greco (VII-II secolo a.C.) e successivamente divenne l’avamposto romano nel controllo della piana di Sibari e nell’infruttuoso tentativo di conquista dei territori montuosi della Sila, allora occupati dai bruzi. Nel II sec. l’imperatore Adriano vi costruì un porto capace di accogliere 300 navi. Tra il 540 ed il 1059 Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico, culturale sotto il dominio dei bizantini: sede dello stratego, la sua posizione strategica – “la città attesta nel volto e nel sito la sua anima e storia. Arroccata su una irregolare prominenza dei primi contrafforti della Sila, alla quale guarda a mezzogiorno, sta su rossastra muraglia di roccia, fasciata e chiusa quasi da un vallo naturale, mentre a nord, rimpetto al golfo ionico, è congiunta alla piana marina da costoni ripidi che ne costituirono una naturale protezione, assieme a mura e fortificazioni, da incursioni esterne. Da numerosi invasori, fu molto appetibile e, quindi, meta di conquista da parte di numerosi invasori, (visigoti, longobardi e saraceni) ma non fu mai espugnata; sede di arcidiocesi, documentata fin dal X secolo, costituì anche un centro di irradiazione della spiritualità monastica di tradizione italo greca, di cui si conservano numerose tracce e testimonianze storiche, artistiche ed architettoniche.

Corigliano Calabro – La questione relativa alle origini di Corigliano ha da sempre suscitato vivaci dibattiti. I termini della discussione, recentemente sintetizzati, hanno messo in evidenza quattro ipotesi relative alla crescita, avvenuto tra Età antica e Alto medioevo, della realtà urbana coriglianese. La prima vide protagonisti Ausoni ed Enotri: dai primi il sito avrebbe tratto il nome “Ausonia”. La seconda fase, svoltasi nel noto quadro storico legato alla nascita di Sibari (VIII-VII secolo a.C.)

Sibari – Sìbari fu fondata tra due fiumi, cui i coloni diedero il nome di Crati e Sìbari, alla fine dell’VIII secolo a.C. da un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso. Sibari si sviluppò rapidamente grazie alla fertilità del suo territorio dove si coltivavano olio, frumenti e frutta. Secondo Strabone, Sìbari fu fondata da Is di Elice. Il lusso, la superbia e la pigrizia caratterizzava il popolo sibarita. La città governò su quattro tribù e 25 città. Alla fine del VI secolo a.C. fu scossa da varie vicende politiche e, quando fu capeggiata da Telys, molti aristocratici furono costretti a fuggire. Alla richiesta di Telys di consegnare gli esuli sibariti, i Crotoniati rifiutarono; i Sibariti, dunque, iniziarono la guerra con Crotone.

Nel 510 a.C., dopo una guerra durata 70 giorni, i Crotoniati che con 100mila uomini riempirono un circuito di 50 stadi (circa 9 km), guidati dal pluri-campione olimpico Milone, conquistarono la città, deviarono il fiume e la sommersero. Nel 444-443 a.C. ci fu la fondazione panellenica di Thurii, dal nome di una fonte nelle vicinanze In seguito. Thurii fu assoggettata dai Lucani. La città perse importanza e nel 193 a.C. i Romani vi dedussero una colonia, cui diedero nome Copia Nell’84 a.C. fu trasformata in municipio e in periodo imperiale, tra il I e il III secolo d.C, si sviluppò nuovamente. Nel corso del V e del VI secolo iniziò a decadere per l’impaludamento della zona. Un secolo dopo l’area era completamente abbandonata.

Torre saracena

Le torri costiere del Regno di Napoli costituivano il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione lungo la fascia costiera del regno di Napoli. Furono costruite per arginare le frequenti incursioni saracene e corsare.

Da ogni torre era possibile scrutare il mare e vedere di solito le due adiacenti, con la possibilità di inviare segnali luminosi e di fumo per trasmettere un messaggio o richiedere soccorso.

Le torri costellano gran parte delle coste dell’Italia meridionale e sono spesso interessanti dal punto di vista architettonico; si svilupparono più o meno contemporaneamente a quelle che venivano fatte costruire negli altri stati della penisola italiana, tuttavia, essendo il Regno di Napoli la parte più protesa nel Mediterraneo e la più esposta alle scorrerie, qui si trovano una enorme quantità e varietà di esempi.