Cultura

 

LA CULTURA NELLA STORIA CALABRESE

 

La Calabria come altre regioni d’Italia, ha tanta antica cultura che hanno permesso agli abitatori dei vari luoghi, di modificarsi e trasformare i territori cercando di adattarli alla vita degli uomini terreni. 

Con l’evolversi dell’umanità nei secoli è nata la cultura, sono nate le lingue, i mestieri e vari tipi di abitudini che permettevano agli esseri primitivi e agli altri che seguirono di capire come necessitava inventarsi altro per potere vivere e crescere i propri figli. Inventarono delle leggi per rispettarle ai fini di creare delle fratellanze tra loro e permettere a tutti di comunicare e collaborare al proseguimento della vita.

Fin dall’antichità gli uomini iniziarono a capire come il corpo umano aveva bisogno di proteggersi e ripararsi dalle intemperie e dai mali continui che spesso li affliggevano e così, iniziarono a sperimentare su loro stessi, delle erbe e frutti medicinali che trattati in un certo modo li rendevano più forti e sani, prolungandosi l’esistenza, ciò nonostante avevano una vita assai breve.

La perseveranza, la collaborazione tra  loro, la fiducia nella vita e il rispetto reciproco, inducevano gli antichi a stringersi e formare le prime tribù per difendersi da pericoli generici e anche della loro specie poiché alcuni non rispettavano le leggi e il quieto vivere utilizzando quell’ignoranza che gli era rimasta impressa nella mente.

Occorsero molti secoli di difficoltà e di progresso ciò nonostante, esistevano delle guerre sanguinarie tra popoli ma, da alcune testimonianze, in Calabria risulta da reperti che, moltissime volte quei poveri nostri antenati riuscivano a comunicare tra  loro ed essere molto socievoli e comprensivi evitando si massacrarsi a vicenda.

A volte alcuni popoli si ritiravano per andare a colonizzare altre terre con poche o nulle resistenze, per mancanza di altri esseri umani viventi in quei territori e ciò era un valore aggiunto alle loro sofferenze, ciò li aiutava a riacquistare fiducia nella vita tanto da volere continuare la strada intrapresa verso il lento progresso iniziato con il piccolo commercio e il libero scambio, in seguito con la moneta a fronte di un valore aggiunto per gli acquisti.

Nella nostra località la cultura è sempre esistita.

Molti paesani erano con poca scuola ma assai intelligenti e cercavano di adattarsi a qualunque evenienza riuscendo a mettere in pratica la loro esperienza nella crescita individuale e collettiva.

Infatti l’arte della musica fu la prima ad entrare in ottica dello svago e della professionalità ma non tanto da impegnare molto l’intelletto nel formare dei grandi professionisti. Allora a ciò che si dava importanza era la banda musicale della quale si andava fieri. Naturalmente con il tempo sono seguiti altri indirizzi come quello del teatro e quindi nacque la compagnia teatrale “Tommaso Mazzei” e ancora oggi organizza delle commedie in vernacolo calabrese.

Chi aveva la possibilità di studiare lo faceva con interesse e dedizione per raggiungere delle mete ambite sia l’insegnamento che la medicina e ingegneria.

Nel mese di gennai, verso la fine e febbraio, era usanza che nel carnevale alcuni giovani andavano in giro per il paese per ricevere da ciascuna famiglia, un pezzetto di pancetta o salsiccia che poi arrostivano e la mangiavano in compagnia e gustosamente apprezzarne il sapore.

In seguito siamo giunti noi portando un progresso avanzato che ci obbliga regredire per causa dell’egoismo e della moneta che in fine, non servirà neanche in paradiso e ci colpevolizzeremo per avere impedito la felicità di altri esseri come noi che, in nome degli antenati, meritavano gioia e prosperità.

https://youtu.be/7X_MPveuG34 Filmato i Marinisi 05-12-2018