Folk

IL FOLCLORE CALABRESE

L’origine del vocabolo “Folcrore” diviene dalla parola “Folk” attribuita allo scrittore “William Thomas tra il 1803 e 1900 e nel 1946 pubblicò una lettera su una rivista londinese per dimostrare che un solo vocabolo potesse comprendere tutte le tradizioni popolari inglesi.

Quasi in ogni Paese della Terra, i popoli si sono creati delle usanze e dei costumi, in base a ciò che trovavano a disposizione o riuscivano a costruirsi Il folk calabrese.

Nella Regione Calabria come in altre regioni italiane esistono delle tradizioni e soprattutto di musica popolare, Folkrore, che rappresenta oggi, ciò che usavano festeggiare gli abitanti del luogo.

In questo sito troverete una parte della mappa riferita a balli e canti popolari (Folk). Anche di qualche altro gruppo Folk che rappresenta le proprie tradizioni La musica tradizionale calabrese è quasi tutta musica a bordone con alternanza di due accordi.

I principali strumenti della musica calabrese sono:

Zampogna detta anche (Ciaramedde). Di questo strumento esistono diverse varianti: Zampogna a chiave (Catanzaro e Vibo Valentia e in parte di Reggio Calabria), Zampogna a paru (di Reggio Calabria e messinese), Zampogna “a moderna” (zona dell’Aspromonrte, Surdulina (provincia di Catanzaro, Cosenza e nell’area del Pollino), Stifette (dell’area di Mesoraca (Crotone), Cornette di Mesoraca e Terzaroli. Usata per suonare musica pastorale o tarantelle Essa è costruita con pelle di pecora e di legno pregiato.

 La Lira calabrese

Fischietto fatto di canna o a legno

Fischietto di “aparu” fatto di canna

Fischiettara fatto di corteccia di castagno da 50 100 Cm senza fori detto anche “Zumbettana”

 Pipita della famiglia delle Oboe (Ricordo da piccolo che la realizzavo con foglie di piante soprattutto il giglio)

e possiamo affermare che gli strumenti tradizionali della nostra terra si dividono in quattro categorie:
IDIOFONI: triangolo, scacciapensieri, battola a martello, battola a maniglia, campanelli, campanacci, castagnette, piatti.

MEMBRANOFONI: grancassa, tamburo, tamburello, tamburo a frizione.

AEROFONI: ciaramella, conchiglia, corno ad ancia, cornetto della settimana Santa, flauto di canna, doppio flauto, organetto, zampogna.

CORDOFONI: chitarra, chitarra battente, lira, mandolino, violino.
Ciascuno di essi riveste un’importanza particolare a seconda del come, quando e dove viene suonato.

Tra gli strumenti che nell’antichità hanno scritto e rappresentato la storia del nostro folk paesano, sono: il “tamburello”, la “zampogna” e la “chitarra battente”.

      Il tamburello: di origine greca, attualmente viene costruito per lo più dai bravissimi artigiani di Seminara ed è l’unico strumento che viene suonato anche dalle donne. E’ costruito con pelle di capretto, di coniglio o di gatto ed è lo strumento a cui è affidato il difficilissimo compito di imprimere il ritmo e la dinamica al tradizionale ballo della “tarantella”.

La zampogna: è formata da quattro o cinque canne, con semplicissime zommareji o doppie pipite infisse in un raccordo tronco, conico collegato ad un otre di pelle di capra.

Alcune di esse sono composte di due canne melodiche e possono eseguire più note (ordinate secondo una scala); altre (quelle costituite da un bordone) possono eseguire una nota soltanto.
Il vecchissimo strumento, conosciuto in quattro versioni “surdulina”, “a chjavi”, “a pparu” e “a moderna”, viene generalmente usato durante le cerimonie e le festività, per eseguire la famosissima tarantella e i suoni pastorali;
La chitarra battente: strumento che si suona per accordi mediante una particolare tecnica che prevede il rimbombo del piano armonico mentre si strusciano le corde, risale al XVII secolo ed è caratterizzato da: forma allungata; ampia cassa lavorata a doghe (come il mandolino); rosetta di carta pergamena collocata nel foro di risonanza; quattro o cinque

corde doppie di metallo, tutte uguali e sottilissime, poste a distanza molto ravvicinata rispetto al piano armonico.
Nel passato le feste paesane erano allietate da una grandissima varietà di strumenti musicali che durante la processione comparivano: il tamburo, la cassa, il rullante, il triangolo; i piatti, la pipìta, l’organetto, il tamburello, la zampogna; la chitarra battente con i vari tipi di suoni: timbro del suono: cupo, “sordo” e rombante; volume sonoro: piuttosto basso; andamento del ritmo: medio-lento.

Ogni strumento dipendeva dalla zampogna e dall’organetto.

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