Angoli, origini

ANGOLI:  LA SUA VITA NELLA STORIA

Angoli panorama

Angoli: Le origini e la storia. E’ una frazione caratteristica. Nel passato, quando il villaggio era  più popolato, appariva come un presepe vivente. Visitandolo si è trascinati dalla fantasia.  Il villaggio era abitato da gente contadina che si occupava della terra da lavorare allo scopo di ricavarne i benefici per l’alimentazione sua e degli animali domestici che li aiutavano nel lavoro, soprattutto gli asini  per il trasporto di merci attraverso le strade mulattiere e scoscese nelle montagne e colline.

Pecorelle
Parenti
Una Nonna
Un Carnevale
Semi di rose selvatiche
Rosa
Nonno
Nonnino
Violette
Viole
Maialino
Giochi di ragazzi
gallo
Funghi porcini
Frutta
Foto del passato
Cost Brigante
Coltiv. campi
Casella
Carnevale
Capretta
Campagne di zona
Anziano
Antenati

Cenni storici: Origini di Angoli  e la sua vita, tratti dal libro “ANGOLI. UN SALTO NEL TEMPO”

Nella regione Calabria, il 7 gennaio 1695, alle pendici del monte Portella, nacque un paese di nome Angoli a 667 metri S.L.M.
Undici serrastrettesi, di nome: Gregorio Fazio, Antonio Juliano di Giacinto, Francesco Scalise, Domenico Guzzo, Domenico Mazzei, Antonio Rotundo, Diego Mazza, Gregorio Scalise, Antonio Mazzei, ancora, Scalise Lucia e Domenico Fazio, chiesero e ottenendo la donazione di un fondo dall’allora principessa Giovanna Battista d’Aquino, il fondo Frassà, con atto notarile redatto dal notaio Giovanni Orlando di Nicastro.

La prima casa fu edificata presso la zona della “Fossa d’angoli”: la scelta cadde su di essa, per la presenza di abbondante acqua utile per gli animali, per la gente, però si trattò di una fossa, zona assai disagiata, quasi priva di sole e ricca di umidità. In successione, furono scoperte delle sorgenti d’acqua potabile e nacquero delle fontane. “La fontana vecchia” che scorge all’inizio del paese, “La Tiglia”, che sta in Nord sopra il rione di Crichi e la fontanella di Crichi a Ovest, con acqua corrente freschissima. A Nord della zona, Fossa d’Angoli, nacquero le prime case.
Le prime case costruite formarono un villaggio abitato da trentadue famiglie, al quale imposero il nome Angoli.

Angoli, sorge su di un angolo, collinoso e censito nel 1789. Il 21 luglio dello stesso anno, venne edificata la chiesa di San Giuseppe. Prima del 1789 esisteva ad Angoli una piccola chiesa. Di essa oggi è rimasto solo una campana.

Una leggenda narra che sono state costruite due statue destinate una alla chiesa di Pianopoli e l’altra a quella di Angoli. Su un carro trainato da buoi, venne caricata la statua della Madonna Addolorata e su un altro carro la statua di San Giuseppe. Non sapendo a chi destinare l’una, e, a chi l’altra, i buoi furono lasciati liberi, un carro raggiunse Pianopoli e l’altro con la statua di San Giuseppe andò ad Angoli e così il Santo diventò il patrono del paese.
La chiesa fu elevata a Parrocchia nel 1834.

Fin dalla sua fondazione, Angoli appartenne alla giurisdizione di Feroleto Antico e fu aggregato a Serrastretta nel 1862.
Sopra il villaggio di Angoli insiste una zona chiamata Serre, è ricca di coltivazioni e prodotti necessari ai fabbisogni alimentari di Serrastretta. La fauna è ricca di varie specie, martore, tassi, gatti selvatici, ricci, cinghiali, quaglie e altro.
Accanto al villaggio di Angoli, in un altro fondo della stessa parte della collina, fu ceduto dalla allora principessa Giovanna D’Aquino ad un diverso gruppo di serrastrettesi, fu edificato un rione dal nome Crichi. Nome derivato dal fatto che il sito si trova un poco appuntito e verso l’alto chiamato “Cresta”. (Nome somigliante alla cresta del gallo).

Il 21 luglio dell’anno 1889 fu festeggiato il primo centenario dalla nascita del paese Angoli, in quell’occasione nella chiesa di San Giuseppe fu celebrata la prima messa. Furono presenti il noto capitano Pasquale Pugliese e gli oratori: Gregorio Bruni, Tommaso Fragale, Gaetano Cianflone e il parroco Cosimo Pellegrino. In occasione furono fatti dei discorsi.
Di fronte ad Angoli, alle pendici del monte S. Elia fu fondato, nel 1736 e a 10 Km da Serrastretta il villaggio di S. Michele.
A Sud, nel 1765 fu fondato un altro villaggio che prese il nome dell’appezzamento di terreno su cui fu edificato. Migliusi poi cambiato in Migliuso.
In Angoli si festeggiavano: Santa Filomena, La Madonna della Rosario, San Francesco, e a luglio, il protettore che è San Giuseppe
Il primo sacerdote paesano fu il noto Pietro Mascaro di Angoli e Parroco dal 1834 al 1865, Cosimo Pellegrino da Curtale Parroco 1885-1899, Natale Vescio di Migliuso Economo Curato 1889-1905 e 1918, Giuseppe Miceli da San Pietro a Maida Parroco 1919-1924, Filippo Juliano parroco 1924-1927, Antonino Garofalo Parroco 1927, P. Antonio de Feo da Scrino (Avellino) Parroco 1927-1937, San Quinto de Santi di San Genesio (Macerata) e Parroco 1937, Don Pino nel periodo del 1953, Don Antonio seguì, Don Domenico pecoraro e fino al 1960 seguì Don Giuseppe De Masi.

Tra le prime trentadue famiglie di Angoli si distinguevano quelle dei: Cianflone, Mascaro e soprattutto quella del capitano Mazzei che era proprietaria di molte terre nelle quali lavoravano parecchi abitanti di Angoli. Le ricche famiglie si discernevano per le grandi case, che possedevano per ingresso porte più grandi, detti portoni.
Il territorio fu colpito da terremoti nel 1783, nel 1832 e nel 1905 ad Angoli vi fu un terremoto alle ore 24 mentre gli abitanti dormivano e da esso, furono fortemente spaventati. L’intensità ebbe tre tempi di dodici secondi, ma se il paese non fosse stato edificato su dei punti geologici favorevoli, sarebbe stato raso al suolo.
Gli angolesi uscirono dalle case anche svestiti e molto impauriti. I fabbricati rurali stettero senza tetti e anche tutte le altre case del villaggio furono scoperchiate. La chiesa ebbe danni molto gravi. Le campane furono suonate e i santi trasportati fuori allo scoperto, e fu celebrata una messa notturna.
In seguito dal Bivio Zeta per S. Pietro Apostolo e Soveria Mannelli passò il Re Vittorio Emanuele III che andava a visitare le zone terremotate.
In quell’occasione dei tipici personaggi locali ebbero modo di parlare al Re. Gli fu prospettata la situazione nel territorio.
Nel 1908 si registrò un altro terremoto che per fortuna non causò danni agli uomini e al paese.
Edificato in quella posizione l’abitato di Angoli, era facilmente difendibile dagli allora continui brigantaggi esistiti nel periodo fra 1824 -1857 e, la loro fine avvenne nel 1911.
Ad Angoli per la sua posizione strategica, di notte rimanevano per difesa soltanto tre uomini armati d’archibugi. Gli uomini appostati, durante la guardia; in periodi brevi, si chiamavano fra loro, riconoscendo la voce di ogni uno di loro, che stava per conferma che tutto fosse normale.
Degli uomini, abbastanza solitari, seguivano le orme di altri loro conoscenti che si ribellavano al sistema autoritario dei nobili diventando patrioti.

Nel monte Portella, dopo le Serre in direzione di Miglierina, si formarono dei gruppi contadini che si ribellarono alle leggi del Re, perché costretti alla povertà e privati delle terre e della loro dignità, in seguito obbligati all’obbedienza al Re, e per ciò, divennero patrioti e rivoluzionari che nel 1712 controllavano il monte per impedire passaggi di viveri per le truppe Francesi in sosta nei pressi. In seguito furono ricercati come ribelli restarono col nome di “Briganti” con a capo degli uomini senza scrupoli. Per vivere andavano rubacchiando e compievano molte razzie, anche a discapito dei contadini.

Alcuni briganti usavano sistemi delinquenziali dedicandosi ai furti. Parte di loro, compivano delle scorrerie, con minacce si facevano dare dei soldi dai coloni e specialmente dai loro padroni, altri per non essere presi dai soldati, vivevano nascosti in pagliericci e grotte scavate da loro e mimetizzate tra le montagne e i fitti boschi. Le loro donne gli portavano il cibo di nascosto.